03 Maggio 2010
Sostenere il territorio attraverso una missione sociale importante si può. Anche in tempo di crisi. Anche rinunciando alle "vecchie" strenne di Natale, soprattutto se di professione ci si occupa di sostenere le piccole e medie imprese e le loro realtà nei momenti di difficoltà. Questa la scelta di Neafidi, che lo scorso Natale ha deciso di sostenere Fondazione Banca degli Occhi attraverso una donazione di 4.000 euro. Perché, come spiega il Direttore generale Patrizia Geria, gli interessi dell'azienda e quelli dei dipendenti e delle loro famiglie sono un tutt'uno, soprattutto nei momenti più difficili.
Dottoressa Geria, in poche parole può raccontarci chi è Neafidi?
Neafidi nasce nell'ambito delle Confindustrie del Veneto e opera a favore delle piccole e medie imprese venete, rilasciando garanzie: occupandoci di credito facciamo sì che quello che ogni azienda versa sul nostro "fondo rischi" serva per coprire le insolvenze in capo alla singola azienda. L'impegno verso tante realtà del territorio e verso il sociale è quindi connaturato ai nostri scopi.
Come si sviluppa questa realtà nel territorio veneto?
Neafidi opera in tutto il Veneto e ormai anche in una provincia del Friuli e conta oltre 5.000 soci. Da qui ogni anno il nostro Consiglio di Amministrazione, avendo superato la logica degli omaggi classici che si facevano una volta, opera per il sociale intervenendo su problemi che stanno a cuore ai nostri imprenditori. E lo scorso Natale, Neafidi ha scelto di sostenere Fondazione Banca degli Occhi.
Come è nata questa scelta?
Ogni anno, nell'ultimo periodo, abbiamo favorito l'iniziativa ora di una provincia ora di un'altra. Si tratta di iniziative segnalate dagli stessi imprenditori o dai dipendenti, idee che nascono da esperienze di vita vissuta. In questo caso abbiamo scelto di sostenere Fondazione Banca degli Occhi. Siamo abbastanza convinti che il collegamento tra le imprese e gli uomini che ci lavorano e le loro famiglie, sia un tutt'uno. La logica mutualistica ci porta a capire come anche da piccoli contributi si possano realizzare progetti e iniziative importanti.
Quindi la responsabilità sociale in tempo di crisi è possibile?
Assolutamente. Significa che va rafforzata e che a volte, dove il pubblico può non arrivare o non arriva a sufficienza, ben vengano iniziative a cui le aziende possono destinare delle risorse. Penso che le aziende debbano scorgere un nuovo ruolo molto importante, il pubblico e il privato in generale devono essere due facce della stessa medaglia.
Strutture come Neafidi rappresentano un osservatorio naturale sul mondo dell'impresa.
Ahimè sì, e questo è un momento particolarmente complesso per le imprese, la ripresa è a macchia di leopardo e fatica un po' a decollare, ci sono aziende che hanno dimostrato di mantenere i propri obiettivi anche in crisi, tante altre imprese che faticano a vedere un'uscita.
Oggi la responsabilità sociale è una strada possibile, o addirittura consigliabile, per le imprese?
Sicuramente. È ovvio che da una parte la sensibilità per queste tematiche in un momento difficile si acuisce, dall'altra le risorse finanziarie sono sempre minori, in questi periodi è difficile avere tanti fondi da destinare. Ma è anche vero che la sensibilità per il sociale può significare operare a livelli di cultura aziendale, non solo elargendo fondi. Coinvolgere nel lavoro persone con disabilità, costruire internamente una cultura solidale: tante possono essere le tematiche che conducono l'azienda a dei risvolti positivi, non solo la destinazione di risorse. L'importante è non perdere di vista queste cose e prestarvi attenzione, e questo è il frutto di una cultura che deve maturare.
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus
Padiglione Rama, Via Paccagnella 11
30174 - Zelarino (VE)
Tel. +39.041.9656400
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