IL RISCHIO RIGETTO

Trapianto di cornea, esiste il rigetto?

 


La maggior parte dei casi che richiedono il trapianto della cornea (ad esempio il cheratocono, la cheratopatia bollosa e le distrofie ereditarie) sono interventi a basso rischio di rigetto. Nel caso si manifestasse il rigetto, la terapia a base di colliri è il più delle volte efficace nel risolverlo senza danni per il trapianto. Il rischio di rigetto inizia dopo circa un mese e si riduce gradualmente entro il primo anno, anche se, molto raramente si possono verificare lievi episodi di rigetto anche a distanza di molti anni dal trapianto.

Nei casi in cui il rigetto abbia comportato l'opacamento della cornea trapiantata, l'intervento può essere ripetuto, instaurando, però, una terapia preventiva d'immunosoppressione.

 

Quali sono i sintomi del rigetto?

Il rigetto si manifesta all'inizio con sintomi lievi, quali l'offuscamento della vista, il fastidio alla luce, un leggero arrossamento dell'occhio: se questi sintomi compaiono all'improvviso e persistono o peggiorano velocemente, è importante recarsi immediatamente dall'oculista perché la tempestività con la quela viene iniziata la terapia è fondamentale nell'evitare danni al trapianto.

Il rischio di rigetto aumenta quando l'occhio è infiammato. Pertanto, è necessario fare molta attenzione a tutte quelle situazioni che possono determinare l'arrossamento dell'occhio operato: ambienti fumosi, vento, polvere, sostanze irritanti, il cloro della piscina, ecc.

 

 

 

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